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Contabilità separata ETS: guida all’obbligo e alla scelta del regime fiscale

La contabilità separata ETS rappresenta un adempimento cruciale per gli Enti del Terzo Settore non commerciali che svolgono, in modo continuativo e organizzato, attività di natura commerciale affiancate a quelle istituzionali. Previsto dall'articolo 87, comma 4, del DLgs. 117/2017 (Codice del Terzo Settore), tale obbligo impone di tenere distinti i movimenti contabili e finanziari relativi alla sfera commerciale dell'ente.

L'adozione corretta della gestione contabile separata non è solo un semplice obbligo normativo, ma costituisce uno strumento d'analisi indispensabile per orientare la gestione fiscale e la scelta del regime di tassazione IRES.

Come la contabilità separata orienta la scelta del regime IRES

Tracciando in modo analitico ricavi e costi attribuiti all'attività commerciale, gli ETS possono effettuare proiezioni sulla convenienza tra il regime forfetario dell'articolo 80 del CTS e il regime ordinario di determinazione del reddito d'impresa.

Poiché nel regime forfetario i coefficienti sono articolati per scaglioni crescenti al crescere dei ricavi, la presenza di costi di gestione particolarmente elevati potrebbe incidere direttamente sul reddito imponibile e quindi sull'imposta finale, fino a giungere all’ipotesi in cui pur in presenza di un medesimo reddito imponibile la consistenza dei ricavi possa rendere più convenite l’applicazione del regime ordinario.

Ad esempio se l’attività commerciale genera ricavi per prestazioni di servizi per 500 mila euro a fronte di costi per 450.000 mila euro (e quindi un margine di 50 mila euro) risulta più conveniente l’applicazione del regime ordinario in luogo del regime agevolato, mentre in presenza di ricavi per prestazioni di servizi per 300 mila euro a fronte di costi per 250.000 mila euro (e quindi sempre con un margine di 50 mila euro) risulta più convenite l'applicazione delle percentuali a scaglioni previste dal regime agevolato.

Risvolti sull'IVA e sul monitoraggio della non commercialità

La gestione della contabilità separata ETS offre un supporto fondamentale anche sul fronte IVA e sul controllo di gestione istituzionale:

  • Gestione IVA ordinaria: Per gli ETS (con l'esclusione di OdV e APS in regime agevolato), l'IVA si applica sempre in modalità ordinaria. Separare i flussi consente di monitorare con precisione la liquidità e i versamenti periodici relativi alle sole operazioni commerciali.
  • Test di non commercialità: La rendicontazione distinta garantisce il costante monitoraggio dei parametri previsti dall'articolo 79 del CTS per verificare il mantenimento della qualifica di ente non commerciale.
  • Tracciabilità della raccolta fondi: Permette di distinguere le entrate da raccolte fondi che assumono natura commerciale da quelle meramente istituzionali.

Modalità operative e tempi di valutazione

Dal punto di vista pratico, l'adempimento non richiede la tenuta di due libri giornale distinti o di differenti piani dei conti (anche se preferibile in determinati casi). Potrebbe anche essere sufficiente strutturare un piano dei conti unico dotato di sotto-conti specifici che consentano di isolare e identificare chiaramente le registrazioni attribuibili all'attività commerciale.

Considerato che l'opzione per il regime forfetario dell'art. 80 del CTS viene formalizzata in sede di dichiarazione dei redditi, gli enti hanno l'opportunità di analizzare l'andamento economico annuale a consuntivo prima di sciogliere la riserva sul regime di determinazione del reddito da applicare.

Il team di professionisti dello Studio Alcor è a disposizione per una consulenza e per analizzare il regime IRES più vantaggioso per la tua struttura.

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Pubblicato il: 18 Set 2026 | 9:00