Nuovo Rating di legalità 2026: una leva strategica per la reputazione e il credito d’impresa
Il nuovo rating di legalità si evolve e, dal 16 marzo 2026, diventa un pilastro centrale per la compliance aziendale. Non si tratta di un semplice adempimento burocratico, ma di un indicatore pubblico rilasciato dall’AGCM che sintetizza l’affidabilità, la correttezza e la reputazione di un’impresa sul mercato.
I vantaggi competitivi dell’iscrizione
Ottenere il punteggio in "stelle" (da una a tre) garantisce benefici concreti e misurabili sia nel settore pubblico che in quello privato:
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Accesso al credito: facilita i rapporti con gli istituti bancari e il reperimento di risorse finanziarie.
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Finanziamenti pubblici: garantisce premialità nell’accesso a bandi e procedure a evidenza pubblica.
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Reputazione: agisce come un segnale chiaro per filiere e stakeholder, migliorando l’immagine aziendale.
I requisiti di accesso e le novità del nuovo rating di legalità
Per presentare l’istanza del nuovo rating di legalità, l’impresa deve rispettare congiuntamente alcuni requisiti soggettivi:
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Fatturato: almeno 2 milioni di euro nell’esercizio chiuso nell’anno precedente (singolo o consolidato di gruppo).
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Anzianità: iscrizione al Registro Imprese o al REA da almeno 2 anni.
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Radicamento: presenza di una sede operativa nel territorio nazionale.
Cosa cambia con la Delibera AGCM n. 31812/2026?
Il nuovo regolamento (Delibera AGCM n. 31812/2026) introduce un inasprimento dei controlli e una maggiore severità nella gestione degli obblighi informativi. Il rating ha durata triennale e, in fase di rinnovo, viene valorizzata la continuità con segni aggiuntivi (“+”) che possono portare all’ottenimento di stelle extra.
Il monitoraggio e le cause ostative
Il mantenimento del nuovo rating di legalità richiede una disciplina costante. L'AGCM, in collaborazione con la Guardia di Finanza, effettua istruttorie documentali e verifiche periodiche.
La presenza di reati ad alta rilevanza (evasione fiscale, violazioni sulla salute e sicurezza sul lavoro, reati tributari) o il coinvolgimento di "soggetti rilevanti" (amministratori, direttori generali, soci di controllo) in procedimenti penali può causare la revoca immediata del titolo.
Dalla dichiarazione alla compliance operativa
Dal 2026, il rating deve essere gestito come un vero processo di gestione del rischio. Per le imprese, questo significa non solo presentare la domanda, ma rendere efficaci i presidi organizzativi, i codici etici e i sistemi di controllo interno.
Affidarsi a una consulenza esperta permette di predisporre note istruttorie solide e coerenti, riducendo il rischio di istruttorie negative e trasformando la legalità in una risorsa reputazionale duratura per l’azienda.
Pubblicato il: 4 Giu 2026 | 9:00

