Trattamento IVA del distacco di personale alla luce della Sentenza della Corte di Giustizia UE C-94/19
Il trattamento IVA applicabile al distacco di personale è stato oggetto di significative riflessioni alla luce della Sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea C-94/19. Prima di tale sentenza, la normativa italiana, in particolare l’art. 8, co. 35, della legge n. 67/1988, considerava non imponibili ai fini IVA i distacchi di personale effettuati mediante il solo rimborso del relativo costo. Questa interpretazione è stata però messa in discussione dalla Corte di Giustizia UE, che ha ritenuto tale disposizione non conforme ai principi comunitari.
La sentenza C-94/19 ha stabilito che, per determinare l’imponibilità ai fini IVA di una prestazione di servizi, è irrilevante l’ammontare del corrispettivo pattuito, essendo invece fondamentale l’esistenza di un nesso diretto tra il pagamento e il diritto di ricevere la prestazione. Di conseguenza, la normativa italiana si trova in una posizione di incompatibilità con il diritto dell’Unione Europea, richiedendo un adeguamento che al momento non è ancora stato realizzato.
In attesa di un intervento legislativo che allinei la normativa interna a quella comunitaria, emerge la necessità di riflettere sul trattamento da riservare ai contratti di distacco del personale, sia quelli già esistenti sia quelli futuri.
Per i contratti in essere, si potrebbe argomentare a favore della non applicazione di sanzioni, in virtù del legittimo affidamento dei contribuenti sul quadro normativo vigente. Tuttavia, per i nuovi contratti, appare prudente orientarsi verso l’applicazione dell’IVA in conformità ai principi stabiliti dalla Corte di Giustizia UE.
La questione solleva anche considerazioni più ampie riguardanti la necessità di una riforma fiscale che, come previsto dalla legge n.111/2023, miri a rendere i presupposti dell’IVA più aderenti alla normativa dell’Unione Europea. Un tale adeguamento, oltre a garantire la conformità con il diritto comunitario, dovrebbe anche salvaguardare le posizioni già consolidate, assicurando certezza del diritto e proteggendo il legittimo affidamento dei contribuenti.
In conclusione, la sentenza della Corte di Giustizia UE C-94/19 rappresenta un punto di svolta nel trattamento IVA del distacco di personale, imponendo una riflessione critica e un adeguamento della normativa italiana. L’attuazione di tali principi richiede un approccio equilibrato che tenga conto sia delle esigenze di conformità al diritto dell’Unione Europea sia della tutela degli operatori economici coinvolti.
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Pubblicato il: 24 Apr 2024

