News n. 32

Cripto-attività. Novità in tema di imposta sostitutiva su capital gain

Il testo dell’elaborato di studio discute le recenti evoluzioni normative e interpretative in materia di tassazione delle plusvalenze derivanti da cripto-attività. Attualmente, vi è un dibattito sull’aliquota dell’imposta sostitutiva applicabile, che alcuni esperti ritengono debba essere del 12,5% anziché del 26%. Questa interpretazione potrebbe permettere ai contribuenti di richiedere un rimborso per l’anno fiscale 2023. Inoltre, il disegno di legge della manovra finanziaria per il 2025 propone di aumentare l’aliquota al 42%, influenzando significativamente i possessori di cripto-attività.

Le regole vigenti, secondo l’articolo 67 del DPR n. 917/1986, classificano le cripto-attività tra i redditi diversi, soggetti a imposta sostitutiva. L’aliquota è stata storicamente aumentata dal 12,5% al 20% e successivamente al 26%, ma la legge n. 197/2022 ha introdotto specificamente le cripto-attività, mantenendo l’aliquota al 12,5% per queste ultime. Tuttavia, i modelli e le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate attualmente richiedono di applicare un’aliquota del 26%.

I contribuenti che desiderano aderire all’interpretazione che prevede un’aliquota del 12,5% possono valutare di presentare un’istanza di rimborso per il 13,5% versato in eccesso. In caso di mancata risposta formale da parte dell’Agenzia delle Entrate entro 90 giorni, si forma il silenzio-rifiuto, permettendo al contribuente di ricorrere al giudice tributario.

Infine, il disegno di legge della manovra di Bilancio 2025 prevede un aumento al 42% dell’aliquota sulle plusvalenze da cripto-attività, segnando un significativo cambiamento nella tassazione di tali operazioni.

Il team di professionisti dello Studio Alcor è a disposizione per ogni approfondimento in merito.

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Pubblicato il: 12 Nov 2024