PMI e dichiarazione volontaria di sostenibilità: profili di governance e responsabilità aziendale
A cura di Dario Lenarduzzi e Massimiliano Tresoldi
Nel contesto dell'evoluzione normativa legata alla sostenibilità, le Piccole e Medie Imprese si trovano oggi di fronte a una scelta strategica: anticipare il mercato pubblicando una dichiarazione volontaria di sostenibilità secondo lo standard VSME (Voluntary Small and Medium Enterprises). Tale decisione, tuttavia, produce effetti giuridici e organizzativi immediati che ricadono direttamente sulla governance societaria, poiché non può essere interpretata come una mera operazione di marketing.
Quando una PMI decide di comunicare al mercato i propri dati ESG, entra nel perimetro delle comunicazioni sociali soggette ai requisiti di veridicità, chiarezza e completezza. L'adozione del formato VSME, pur essendo volontaria, non esenta l'organo amministrativo dal rispetto degli obblighi di corretta gestione previsti dal codice civile.
Implicazioni civilistiche e organizzative
L’integrazione della sostenibilità nei processi aziendali richiede una revisione degli assetti interni per garantire la qualità e la coerenza delle informazioni pubblicate.
- Assetti organizzativi adeguati (ex art. 2086 c.c.) L’adozione dello standard VSME impone la creazione di processi, anche snelli, per la raccolta e la verifica dei dati. Gli assetti organizzativi devono essere in grado di presidiare i flussi informativi ESG, trasformando la rendicontazione in un processo strutturato e approvato dall'organo amministrativo.
- Dovere di agire informati (ex artt. 2381 e 2392 c.c.) Gli amministratori sono tenuti a valutare la coerenza tra quanto dichiarato nel documento VSME e le effettive pratiche operative. Questo dovere di diligenza si estende alla gestione del personale, ai rapporti con la catena di fornitura e ai profili ambientali, richiedendo una conoscenza approfondita dei dati prima della loro diffusione.
- Rischi di greenwashing e responsabilità 231 Il vero rischio per una PMI non risiede nell'allineamento parziale a standard complessi, ma nella produzione di informative fuorvianti. Dichiarazioni eccessivamente ottimistiche su temi sensibili (emissioni, sicurezza sul lavoro o gestione fiscale) possono generare danni reputazionali e, nei casi più critici, intrecciarsi con i reati presupposto previsti dal d.lgs. 231/2001.
L’allineamento tra comunicazione e realtà
La progettazione di una dichiarazione VSME efficace richiede un equilibrio tra:
- la struttura interna dedicata alla qualità del dato;
- la chiarezza dei confini del perimetro aziendale coperto;
- la coerenza dell'analisi di materialità, evitando di selezionare solo i dati favorevoli all'immagine aziendale.
Una leva strategica per la competitività
Se affrontata con basi organizzative solide, la dichiarazione VSME diventa uno strumento prezioso per dialogare con banche, clienti e fornitori, dimostrando trasparenza nella gestione dei rischi. Al contrario, un approccio superficiale rischia di esporre la PMI e il suo organo amministrativo a criticità legali e reputazionali difficili da gestire.
In questo scenario, la governance d'impresa deve integrare le competenze giuridiche e manageriali per costruire modelli di rendicontazione che siano, al contempo, credibili e sostenibili nel tempo. Solo attraverso una visione sistemica la PMI può trasformare la trasparenza ESG in un reale driver di sviluppo duraturo.
Pubblicato il: 12 Mag 2026 | 9:00

