La disciplina fiscale degli Enti del Terzo Settore: il nuovo quadro organico dopo la Circolare 1/E/2026
A cura di Tiziano Mazzucato e Marta Nestaroli
L’entrata in vigore delle nuove disposizioni fiscali del Codice del Terzo Settore (CTS) segna un momento di svolta per il mondo associativo e filantropico. Con la Circolare n. 1/E del 19 febbraio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha delineato un quadro normativo in cui la trasparenza e l’adeguatezza degli assetti organizzativi diventano i pilastri per il mantenimento delle agevolazioni. In questo scenario, la qualifica di Ente del Terzo Settore (ETS) non è più uno status statico, ma un percorso di compliance continua.
L'iscrizione al RUNTS, pur avendo efficacia costitutiva, rappresenta infatti solo il punto di partenza: per beneficiare del regime fiscale di favore è necessario garantire un rispetto sostanziale e costante dei requisiti statutari e operativi.
Il nuovo test di commercialità
Il cuore della riforma risiede nell’articolo 79 del CTS, che introduce criteri autonomi basati sulla gestione effettiva dell'ente.
- Rapporto costi/ricavi: le attività di interesse generale si considerano non commerciali se svolte gratuitamente o dietro corrispettivi che non superano i costi effettivi (diretti e indiretti).
- Margine di tolleranza: è consentito un superamento dei ricavi rispetto ai costi entro il limite del 6% per un massimo di tre periodi d'imposta consecutivi.
- Attività diverse: sono ammesse attività secondarie e strumentali, purché contenute entro il 30% delle entrate complessive o il 66% dei costi complessivi.
Il superamento di tali soglie non incide solo sull’organizzazione, ma determina la natura commerciale dell’ente ai fini IRES, con conseguente mutamento del regime fiscale applicabile.
Governance e controlli interni: strumenti di tutela
In questo nuovo ecosistema, la tenuta del sistema fiscale dipende in misura decisiva dalla capacità dell’ente di monitorare costantemente la propria attività. Non basta più una gestione contabile semplificata; la compliance richiede strumenti evoluti:
- Contabilità analitica: essenziale per dimostrare la corretta imputazione dei costi e il rispetto delle soglie di non commercialità.
- Bilancio e Relazione di missione: documenti centrali per attestare la coerenza tra le risorse impiegate e le finalità istituzionali.
- Monitoraggio preventivo: l'organo di controllo e il revisore legale assumono il compito di vigilare sui rischi di "scivolamento" verso la commercialità.
Una sfida di gestione integrata
La riforma conferma, inoltre, la persistente divergenza tra la disciplina delle imposte dirette e l'IVA. Un’attività può essere considerata non commerciale per l'IRES, ma restare comunque rilevante ai fini IVA, imponendo una valutazione tecnica estremamente puntuale delle esenzioni applicabili.
Per gli ETS, la sfida non è più solo burocratica ma strategica. La protezione del regime fiscale agevolato richiede una visione sistemica che integri lo statuto con una gestione operativa rigorosa. Solo attraverso una governance strutturata e una corretta qualificazione delle attività è possibile assicurare lo sviluppo duraturo dell'ente e la tutela della sua missione solidaristica.
Pubblicato il: 8 Mag 2026 | 9:00

