News Dario Lenarduzzi

Credito e sostenibilità: dal 2026 il rischio ESG entra nella valutazione bancaria

Dal 2026 cambia in modo sostanziale il modo in cui le banche valutano le imprese. Il rischio creditizio non sarà più considerato solo sotto il profilo economico-finanziario, ma includerà in maniera strutturale anche i fattori ESG (Environmental, Social, Governance).

Le nuove Linee Guida dell’Autorità Bancaria Europea (EBA) introducono obblighi precisi per gli istituti di credito: i rischi ESG dovranno essere identificati, misurati, gestiti e monitorati all’interno dei processi di concessione e gestione del credito.

Le regole si applicano dall’11 gennaio 2026 alle banche di maggiori dimensioni, mentre per gli istituti più piccoli o meno complessi è previsto un periodo di adeguamento fino all’11 gennaio 2027.

Cosa cambia per le banche

I fattori ESG non saranno più trattati come un tema prevalentemente reputazionale, ma diventeranno parte integrante:

  • dei modelli interni di valutazione del rischio;
  • degli assetti di governance;
  • della pianificazione strategica.

Gli istituti dovranno inoltre effettuare analisi strutturate sulla materialità dei rischi ESG e predisporre piani di transizione coerenti con gli obiettivi di sostenibilità. Entro il 2027 entreranno a regime anche le linee guida sugli environmental scenario analysis, che prevedono stress test climatici e valutazioni di resilienza ambientale nel medio-lungo periodo.

Impatti concreti per le imprese

Per le aziende che richiedono credito, questo cambiamento avrà effetti tangibili. L’accesso ai finanziamenti sarà influenzato anche da:

  • qualità e affidabilità dei dati ESG;
  • capacità di gestire rischi climatici e di transizione;
  • credibilità dei piani di sostenibilità;
  • coerenza tra governance, strategia e profilo di rischio.

Non si tratta di un semplice orientamento “green”: le banche stanno integrando i fattori ESG nei propri sistemi di rating e nelle politiche di determinazione del costo del capitale.

Questo significa che, a parità di performance economiche, due imprese potranno ottenere condizioni di finanziamento differenti in base al livello di presidio e rendicontazione dei rischi ESG.

L’ESG non rappresenta più un elemento accessorio, ma una componente strutturale della valutazione del merito creditizio.

Su questi temi Studio Alcor ha già dedicato un approfondimento nel primo webinar del progetto “Business Hub”, durante il quale il partner Dario Lenarduzzi e il counsel Alberto Bragato hanno illustrato, con taglio operativo, strumenti e processi di corporate governance utili a rafforzare il rapporto banca-impresa, con particolare attenzione ai criteri di valutazione del merito creditizio e alla centralità di dati tempestivi e affidabili.

Per chi non avesse potuto partecipare, è possibile rivedere l’incontro al seguente link: clicca qui.

Pubblicato il: 19 Feb 2026 | 17:58