Antiriciclaggio e non profit: nuovi presidi e controlli da adottare
Con riferimento alle recenti novità normative in materia di antiriciclaggio (AML), Studio Alcor sintetizza le principali disposizioni introdotte dall’articolo 11 del decreto legge n. 95/2025. La riforma mira a rafforzare i presidi contro il riciclaggio, il finanziamento del terrorismo (CTF) e, in particolare, il finanziamento della proliferazione delle armi di distruzione di massa (WMD), allineando l’Italia alle raccomandazioni internazionali del GAFI/FATF.
Un aspetto cardine della nuova normativa è l’ampliamento del suo perimetro, che ora include esplicitamente il finanziamento alla proliferazione di armi di distruzione di massa, modificando i decreti legislativi n. 109/2007 e n. 231/2007. In questo contesto, viene potenziato il ruolo del Comitato di Sicurezza Finanziaria (CSF), istituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il CSF assume compiti centrali, tra cui la conduzione di un’analisi nazionale triennale del rischio di finanziamento della proliferazione e la funzione di “punto di contatto centrale” per le richieste internazionali relative al rischio di abuso degli enti non profit per finalità di finanziamento del terrorismo.
Una delle innovazioni più significative riguarda il Terzo Settore (ETS). La normativa estende l’attenzione al mondo non profit, riconoscendone la potenziale vulnerabilità a causa di fattori quali la raccolta fondi tramite donazioni, le strutture organizzative snelle, la dimensione internazionale dei progetti e i trasferimenti verso Paesi a rischio. Di conseguenza, gli ETS sono chiamati ad adottare adeguati presidi interni per contrastare tali rischi, con particolare attenzione alla raccolta fondi, all’uso del contante e alla trasparenza dei flussi finanziari, specialmente quelli transfrontalieri.
Per i soggetti obbligati alla normativa antiriciclaggio (es. banche, intermediari finanziari, professionisti come commercialisti, avvocati e notai), la riforma introduce nuove responsabilità. Essi dovranno integrare nelle proprie procedure di valutazione del rischio anche il profilo relativo al finanziamento della proliferazione di armi di distruzione di massa. Inoltre, dovranno svolgere un’adeguata verifica della clientela più stringente nei confronti degli ETS, analizzandone la governance, la coerenza delle fonti di finanziamento con le finalità statutarie e monitorando costantemente le operazioni. L’uso del contante da parte degli ETS, insieme all’economia non osservata, è identificato come un elemento di significativa criticità per il rischio Paese.
Infine, la normativa rafforza la cooperazione internazionale. Oltre a definire il CSF come punto di contatto, viene introdotta una classificazione più dinamica dei “Paesi terzi ad alto rischio” e viene data facoltà alla Guardia di Finanza di collaborare con autorità estere anche per la supervisione del settore non finanziario.
Pubblicato il: 22 Set 2025

